(Quasi) zero waste nel 2017

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Photo by Jakub Jacobsky on Unsplash

Gli ultimi sei mesi del 2017 sono i mesi in cui ho provato a ridurre il mio impatto sull’ambiente, partendo dalla riduzione dei consumi/rifiuti. Avrei sicuramente potuto fare molto di più – e vorrei provarci nel 2018 – ma sono felice che alcuni piccoli cambiamenti sono entrati a far parte stabilmente della mia quotidianità. Prima di elencarli, un excursus sulla filosofia “zero waste”.

Cosa significa “zero waste” o zero rifiuti? A livello individuale questa filosofia/movimento parte dal presupposto che il riciclo dei rifiuti non è la soluzione ideale all’inquinamento globale. Il ciclo produttivo dovrebbe essere circolare ma l’economia mondiale è ancora ben lontana da questo traguardo. Per questo, cittadini di tutto il mondo si stanno muovendo per iniziare a ridurre i propri consumi, soprattutto sul fronte plastica, ma anche in generale: meno compro, meno getto, meno inquino. In pratica, questa massima si traduce in sforzi per non acquistare prodotti confezionati/plastificati, auto-produzione e così via, con un approccio che ha molto a che vedere con i movimenti per una decrescita economica e per una vita minimalista.

Ritornando a me, cosa sono riuscita a cambiare stabilmente nella mia quotidianità nel 2017? Iniziamo:

  1. Niente più bottiglie di plastica: se prima in ufficio e in viaggio usavo e compravo bottiglie di plastica, ora le ho eliminate completamente dalle mie giornate (un buon motivo per eliminare e non riciclare le bottiglie di plastica è che finiscono a inquinare i nostri mari e l’acqua che beviamo). Come le ho sostituite? In ufficio bevo acqua del rubinetto in bicchieri di vetro (abbiamo una cucina), in viaggio bevo acqua da una borraccia in acciaio inox (evito la plastica anche in questo caso). Viaggio spesso negli Stati Uniti per lavoro e quando lo faccio mi porto una tazza termica per evitare le tazze di carta che Starbucks & Co rifilano ai loro clienti.
  2. Niente più sacchetti di plastica: questo è stato un cambiamento “facile”. Ho iniziato a portare sacchetti di tela e/o uno zaino al supermercato per fare la spesa e nei negozi per fare acquisti.
  3. Niente più bagnoschiuma: la riduzione di prodotti di bellezza/da bagno è una sfida per me, soprattutto in materia di shampoo/prodotti per i capelli, ma un cambiamento facile è stato eliminare il bagnoschiuma (plastica + ingredienti inquinanti per la pelle e per l’ambiente) e sostituirlo con saponette, sia per il viso, sia per il corpo. Continuo invece a utilizzare il sapone liquido intimo e lo shampoo, ma ho scelto prodotti con ingredienti che non inquinano l’ambiente mentre ricerco alternative più ecologiche.
  4. Niente più creme idratanti: la maggior parte delle creme idratanti in commercio sono prodotte con derivati del petrolio, quelle “bio” sono costosissime e comunque confezionate in plastica. La mia alternativa è stata iniziare a utilizzare olio di jojoba, olio di argan e olio di rosa mosqueta per idratare corpo, viso e capelli. Gli olii vengono venduti in bottiglie di vetro, vengono usati in quantità minore rispetto alle creme idratanti e sono 100% naturali.
  5. Niente più assorbenti: gli assorbenti e i tamponi per il ciclo non sono riciclabili e ne vengono, chiaramente, consumati moltissimi all’anno da tutte le donne. Per fortuna, le alternative ecologiche ci sono, e ce ne sono tante. Su tutte, le coppette mestruali e gli assorbenti lavabili in tela. Io ho scelto di provare slip intimi che assorbono il flusso senza macchiare e sono completamente lavabili. Sono circa 4 mesi che li uso e non ho avuto nessuna svista imbarazzante.
  6. Meno auto, più bici: per andare al lavoro, uso la macchina per arrivare al paese di fianco al mio e poi prendo il treno. A novembre, proprio quando il tempo iniziava a peggiorare, un mio vicino di casa mi ha regalato una bici vecchia, che insieme a mio padre ho sistemato. Fino a dicembre ho usato la bici per andare in stazione, e ho smesso quando ha iniziato a piovere e a fare troppo freddo. Conto di tornare a utilizzare la bici in primavera, riducendo l’uso dell’auto il più possibile. Quando possibile, uso la bici anche per fare commissioni in paese e fare la spesa.

Cose che avrei voluto cambiare e che invece no, non sono ancora cambiate:

  1. Continuo a comprare frutta e verdura al supermercato, consumando una quantità ridicola di sacchetti (di plastica o biodegradabili poco cambia, comunque sono superflui). Lo stesso vale per carne, formaggi e altri prodotti confezionati in inutili involucri di plastica.
  2. Continuo a comprare shampoo. Nonostante ci siano ricette di shampoo fai da te e nonostante molti blogger consiglino di utilizzare shampoo solido in formato saponetta, i miei capelli non rispondono bene a queste alternative e continuo, per ora, a utilizzare lo shampoo.
  3. Continuo a viaggiare troppo in aereo. Sono una viaggiatrice incallita, ma l’impatto dei viaggi in aereo sull’ambiente è enorme e farebbe solo bene ridurli, nel 2018.

Questa nuova attenzione alla riduzione dei consumi/rifiuti mi ha resa incredibilmente attenta ai miei comportamenti quotidiani e ai comportamenti degli altri. Si impara moltissimo sui gesti e sulle scelte dettati dalle comodità e su quanto dei piccoli cambiamenti nel nostro stile di vita possano fare una (piccola) differenza.

3 pensieri riguardo “(Quasi) zero waste nel 2017

  1. We have the same aims for 2018. We are using up the last of our shampoo, and I hope to try some diy soild shampoo bars for our whole family. We have swapped over to a vegetable delivery which comes in much less plastic, but still want to reduce our plastic waste for other food items! Good luck this year.

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    1. Shampoo will be the hardest challenge for me, I read good and bad about shampoo bars and I am curious to try rye flour, but I’m skeptical my hair will like it. We’ll see! Good luck to you as well for a more zero waste year 🙂

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      1. I am a little worried about that too, I’ve tried no poo and sls free shampoos but I struggled a bit with both. I will have a read about the flour, thanks 🙂 Good luck to you too!

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