2018: buoni propositi (quasi) senza rifiuti

Tredici giorni di 2018 e già mezza Italia si è infuriata per la nuova normativa sui sacchetti biodegradabili (obbligatori, monouso e a pagamento). Il problema di fondo per me non è il sacchetto a pagamento ma: la mancanza di alternative (se il sacchetto lo voglio portare da casa, sarebbe bello poterlo fare, come in Svizzera) e la mancata riduzione della produzione di sacchetti – biodegradabili o meno. Continuiamo a produrre rifiuti, che siano biodegradabili o no, non migliorano di molto la situazione.

Detto questo, il mio obiettivo per il 2018 è ridurre ancora di più la mia produzione di rifiuti, impegnandomi un po’ di più rispetto all’anno scorso. Ecco come, chissà che a qualcuno quassù nella rete non venga in mente di fare lo stesso!

  1. Bottigliette di plastica ¡no mas! Su questo punto, devo dirmi di essere stata davvero brava negli ultimi mesi. Vado in giro con una borraccia di acciaio inossidabile, in ufficio tengo un bicchiere di vetro sulla scrivania e lo riempio in cucina, in viaggio mi porto la mia borraccia e quando la dimentico non compro bottigliette di plastica ma bevo dai rubinetti, visto che in Europa e in Italia l’acqua del rubinetto è sempre buona.
  2. Spesa senza plastica: il mio sogno per il 2018 è fare la spesa senza imballaggi di plastica di alcun tipo. Oggi ho fatto forse la seconda spesa del 2018 e il sogno sembra un’utopia. Qualsiasi cosa – non solo frutta e verdura – è imballata in plastica. Se ci sono prodotti che posso evitare di comprare, è impossibile comprare carne, affettati, formaggi, farine senza plastica. La mia soluzione? Iniziare a frequentare i mercati contadini della zona, e trovare macellai di fiducia dove comprare carne. Ma la strada è ancora lunga. Di negozi alla spina ce ne sono a Milano, quindi dovrò iniziare a far visita anche a quelli, soprattutto per le farine e la frutta secca, visto che di pasta e riso non ne consumo molti.
  3. Bagno minimalista: l’anno scorso ho sostituito il bagnoschiuma con l’uso di saponette, e l’uso di mille struccanti e creme idratanti con l’uso di olii naturali (di jojoba, di argan e di rosa mosqueta). Quest’anno? Vorrei trovare un’alternativa non troppo estrema allo shampoo e provare a fare il mio deodorante fatto in casa (una, due, tre ricette).
  4. Zero shopping: a dicembre mi sono ripromessa di provare, nel 2018, a non comperare nulla di nuovo per me, per amici o per la casa. Mi serve un abito? Lo cerco online usato o faccio un salto in qualche negozio di seconda mano. Mi serve qualcosa per la casa (ora sono alla ricerca di una lampada da terra e di uno sgabello da cucina)? La cerco online o nei mercatini dell’usato. Questo esperimento è un interessante atto di resistenza agli stimoli, continui, che riceviamo per consumare consumare consumare. Per ora sta funzionando, non ho ancora comperato nulla al di là di beni alimentari nel 2018. Avanti così.
  5. Svuotatutto: abbiamo da poco lanciato un mercatino dell’usato nel comune dove vivo. Con alcuni amici, abbiamo raccolto diverse cose inutilizzate che avevamo in casa da vendere. Mi sono resa conto che, pur non essendo una consumista sfrenata, negli anni ho accumulato moltissime cose che non mi servono. Nel 2018 vorrei riuscire a rivenderle o regalarle, per svuotare casa senza far finire ciò che non mi serve in discarica.

Ecco, non arriverò a far stare tutti i miei rifiuti in un vasetto Borlotti, ma spero di riuscire a fare meglio del 2017.

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